La scrittrice, già nota per aver scritto libri di fiabe, si è cimentata nel suo primo romanzo, squisitamente corredato da 12 disegni, realizzati da Alessandra D'Amico, a rendere tutto molto originale e delicato.
Un libro racchiude tanti segreti, tante possibilità, varianti di storie e narrazioni che sono sempre molteplici... La prima cosa che attrae l'attenzione, è quasi sempre la copertina... da questa navighiamo su lidi tutti da scoprire, ignoriamo se la spiaggia su cui approderemo, ci piacerà, ma sicuramente la partenza ha la sua importanza.
Il libro che ho ricevuto dall'autrice Sabrina Ginocchio, (già intervistata su questo Magazine) è il suo esordio nel romanzo, "Segni oltre la finestra" edito da Narrativa Bonaccorso, prefazione di Paola Peretti. La copertina ci mostra una donna, seduta di spalle, che osserva la vita "di fuori", dato che si presume essere in una cella di un carcere. I tratti, tuttavia, sono soavi, delicati, tenui...
La storia si dipana nell'arco di più di un anno e racconta la vicenda di due donne, tanto diverse tra loro, seppur accomunate, per certi versi, dalle difficoltà, la fatica nel superamento degli ostacoli...
Margherita, nel giorno del suo ventesimo compleanno finisce in carcere. Silvia è in pensione, dopo anni di insegnamento, e nel ritrovarsi tra le mura di casa sente il bisogno di comunicare con qualcuno.
Due donne. Due diversi destini. Tra detenzione e libertà, due anime che si raccontano dando vita a un inconsueto scambio epistolare. Il tema è la detenzione e il dopo. Cosa accade al momento della liberazione. L’uscita dal carcere è un momento tanto atteso, quanto temuto. Il cosiddetto rientro nella società mette un’ansia terribile e man mano che il fatidico giorno si avvicina la paura può trasformarsi in un incubo. E qui entrano in scena gli spiragli di luce che aprono scenari nuovi e nuove speranze. Riuscire ad andare oltre a volte non è semplice, ma ognuno di noi merita una seconda possibilità.
Una narrazione che procede fluidamente, delicatamente, pur trattando tematiche serie, a tratti, angoscianti, sempre commoventi. Lo stile di Sabrina Ginocchio è soave nella sua intensità, procedendo quasi come una tenera fiaba. Difatti ho trovato molto originale l'idea dello scambio epistolare tra le due donne, attraverso un disegno per ogni capitolo dello scritto, una, tramite immagini, l'altra, inventando storie, ispirata, di volta in volta, dal soggetto del disegno.
Il ritratto delle due protagoniste è cesellato da una sceneggiatura che ne esalta ogni tratto.
In questo romanzo, comunque, non troverete solo donne, ci sono anche personaggi maschili. Due sono fondamentali per entrambe le protagoniste, uno è Alberto la guardia carceraria e l’altro è Matteo il postino.
Sabrina ha dalla sua, la padronanza dello stile, una scrittura creativa che ben si adatta al suo essere sensibile e grande conoscitrice dell'indole umana, della comunicazione. La finestra in fondo è un elemento di apertura, verso la società, gli individui, i sentimenti... se la si apre, ci si evolve, si diviene parte integrante dello sviluppo personale ed altrui, mentre se la si tiene chiusa, l'animo resta stantio e statico, serrato verso il fuori e le sue chiamate.
Un romanzo educativo, istantaneo che parla, simbolicamente, di attualità, raccontando di momenti di passaggio che tutti abbiamo vissuto, in un modo o nell'altro, nei contesti e nelle situazioni più disparate. Un libro che parla ad un fascia di persone variegate con un linguaggio universale, dal finale che arriva dritto al cuore.
Un libro così delicato, del resto, poteva essere scritto solo da una donna che da tempo realizza fiabe e si rapporta ai più piccoli, con la sensibilità propria di chi ha dimestichezza con i bambini, la loro purezza e la spontaneità.
Complimenti!


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