LF ha incontrato la famosa regista, produttrice, chef, che, tra un impegno e l'altro, ci ha raccontato la sua lunga e florida carriera cinematografica.
Definire le peculiarità di Annarita Campo, non è facile... Lei eccelle in vari campi artistici, ha quello che in botanica si definirebbe, il pollice verde... Direi che lei ha le mani d'oro, ma anche questa etichetta sarebbe troppo riduttiva!
Abbiamo realizzato questa intervista durante uno dei suoi numerosi viaggi attraverso lo stivale... Sì, perchè la Campo è una donna iperattiva o, come l'ho soprannominata io, bionica! Instancabile, incontenibile, vulcanica, produttrice a getto continuo di idee e contenuti che poi riesce sempre a mettere in scena con estremo piglio professionale.
Regista, Sceneggiatrice e Compositore musicale, produttrice e distributrice cinematografica con la sua “South Pictures”. Nata nel 1982, lavora nel cinema da quando aveva 14 anni. A soli 18 anni, per l’improvvisa scomparsa del padre, dice di “no” a Hollywood, rinunciando alla proposta lavorativa di Dino De Laurentiis. Cresce artisticamente agli “Studios” di Roma, dove frequenta la scuola del Neorealismo.
Agli “Studios” incontra una delle sue attrici preferite, Sabrina Ferilli, con cui successivamente tenterà di realizzare un progetto nel quale Annarita coinvolgerà anche Alberto Sordi. Poi per motivi di produzione il film non sarà realizzato, ma tra la Campo e la Ferilli rimane un bellissimo rapporto di amicizia, e successivamente saranno insieme come “Presidente” e “Presidente Onorario” della “Cinema 2001”.
Nel 2004 incontra Sandra Milo e la preferisce a Marisa Melini per il ruolo della madre di Antonio nel film “Nel cuore di una diva”. Film che ottiene gli elogi dei più grossi critici cinematografici italiani e alcuni tra i premi più prestigiosi. Con la stessa pellicola, la Campo debutta nelle sale italiane, raggiungendo il record di uscita sala a soli 26 anni, che sino ad oggi era stato raggiunto solo da Charlie Chaplin e Orson Welles.
Annarita Campo è stata scoperta televisivamente da Gigi Marzullo e dalla sua trasmissione “Cinematografo” di Raiuno.
Definita dai critici cinematografici italiani come “Il Fenomeno del Cinema Italiano”, ha dato vita al nuovo “Neorealismo Italiano” e ha fondato il “Neorealismo al femminile”, in quanto Annarita produce e dirige solo pellicole che raccontano storie di donne.
Hanno lavorato con lei, sino ad oggi, oltre 15.000 persone tra attori e comparse e nei provini dei suoi film italiani si sono presentati oltre 75.000 persone da tutta Italia.
Vive tra la Sicilia, la Puglia, Roma e l’Austria dove passa tre/quattro mesi l’anno.
Per non parlare delle sue attitudini da chef e da pittrice... Più poliedrica non si potrebbe essere!
Un grande onore per la sottoscritta poter intervistare un personaggio simile...
Annarita ... tu sei regista, sceneggiatrice, produttrice e molto altro ... hai iniziato a soli 14 anni. Raccontaci un pochino il tuo percorso professionale.
A 14 anni ho realizzato il mio primo lungometraggio, tra l’altro, girato con un famoso attore siciliano, che ai tempi era impegnato tra Salvatores e Tornatore, Giovanni Armone, divenuto poi, il protagonista di questo lungometraggio. Il film uscì quando avevo quasi 16 anni. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti e questo mi permise di essere classificata come la più giovane regista del mondo. Da lì, iniziò la mia carriera, ma al contempo studiavo ed ho partecipato a numerose produzioni successive ... un film con la partecipazione de I Nomadi a sedici anni, altri film con attori che poi sono diventati famosi ed ho diretto anche spot pubblicitari per la Rai e Mediaset. A 18 anni, ho iniziato a studiare cinema, insomma avevo già un bel bagaglio.
Tu hai avuto dei maestri importanti, ce n’è uno in particolare che ti ha influenzata nella tua arte?
Diciamo che i miei maestri hanno rappresentato la storia del neorealismo italiano… chi più chi meno, rappresentano me e tutto il mio modo di fare cinema. Essere “diretta” da questi grandi del cinema, che hanno perfezionato il mio modo di dirigere film, ovviamente è stato di grande supporto… Posso ricordare Ettore Scola, Citto Maselli, Carlo Lizzani e Gillo Pontecorvo, per il cinema… Poi ho studiato televisione e comunicazione e quindi posso ricordare Ruggero Montingelli per la televisione e Carlo Sartori per la comunicazione, i miei maestri in particolare sono questi… Ho avuto l’onore di essere alunna di tutti questi grandi personaggi!
Tu a 18 anni, dopo la morte di tuo padre, hai detto no a Hollywood e a Dino De Laurentiis, ti sei mai pentita?
In parte sì. Se fossi vissuta in America, probabilmente la mia carriera sarebbe andata avanti più che altro per meritocrazia… avrei avuto molto molto di più di quanto non abbia ricevuto in Italia, dove la meritocrazia fa fatica a trovare una posizione! Certo, non mi posso lamentare, perché ho un curriculum immenso, però me lo sono strasudato…!!! Quando ho accettato la proposta hollywoodiana di Joe Wright sono stata uno dei personaggi di Cyrano della Metro Goldwin Mayer… un’altra grande occasione. La proposta di Dino De Laurentiis in realtà è nata grazie al mio primo film, di cui parlarono anche in Argentina! Un giorno Dino De Laurentiis, aprendo un giornale argentino, trovò un’intera pagina dedicata a questa giovane regista italiana, la più giovane del mondo, e mi fece contattare dalla sua assistente che si recò all’Ambasciata italiana per prendere contatti con me… Grazie a lui, ebbi la possibilità di potermi candidare a quella importante scuola di cinema di cui ho parlato prima. Quindi la mia carriera la devo a De Laurentiis.
Uno dei tuoi più grandi successi è “Nel cuore di una diva” con Sandra Milo, cosa ti ha lasciato quella esperienza?
Uno dei film a cui sono più legata ed uno dei più famosi, a parte l’ultimo, "L'altra metà di me sei tu", che ha ricevuto oltre 150 riconoscimenti.
E’ un film che è stato il primo in Italia a denunciare la violenza contro le donne ed il bullismo, il primo tutto al femminile, che ha avuto la partecipazione della vera Polizia di Stato all’interno del film. Inoltre è stato il primo film italiano a sbarcare nelle scuole - oggi si fa - ma all’epoca sono stata la prima a coinvolgere gli studenti delle scuole alle cosiddette matinèe. "Nel cuore di una diva" è diventato poi simbolo della campagna contro il bullismo nel Comune di Ragusa. Mi ha dato tanta soddisfazione e numerosi riconoscimenti anche a Sandra Milo… del resto è il primo film importante che ho fatto. Rimarrà nel mio cuore, non solo nel curriculum.
Il tuo ultimo film "L'altra metà di me sei tu" ha ricevuto tanti consensi e premi…
Sì, ha vinto poco più di 150 riconoscimenti, tra l’altro parecchi anche in questi ultimi venti giorni… a Parigi ha ottenuto il Paris Film Awards, il Paris International Awards che è l’equivalente di nostri grossi premi cinematografici, come miglior film, poi a Los Angeles, sono stata premiata insieme a Ben Affleck e a Lady Gaga, e ancora al Festival della Svezia dedicato a Ingmar Bergman … e tanti altri tra i più grandi in ambito mondiale. Abbiamo fatto la prima privata il 14 Febbraio, come sai, a Settembre uscirà in varie sale italiane e nel frattempo girerà in altri festival.
Progetti futuri?
Intanto continuo con questo film ma è già in cantiere un nuovo progetto per il prossimo anno e uno di teatro a cui sto lavorando. Contemporaneamente mi sto dedicando anche alla mia carriera culinaria.
Infatti ho notato… Ami cucinare e perfino in questo ambito hai avuto riconoscimenti.
La scorsa settimana sono entrata a far parte dei migliori 100 chef in Italia, e poi addirittura tra i trenta migliori. Un mese fa ho ricevuto le 5 stelle d’oro della cucina da parte dell’Associazione Italiana Cuochi e poi qualche giorno fa sono stata nominata responsabile provinciale di Isernia, sempre dell’Associazione Italiana Cuochi. Realizzo piatti dedicati a personaggi famosi. Ho vinto le 5 stelle d’oro con un piatto dedicato a Serena Grandi. Lo scorso anno sono entrata tra i migliori 100 chef con il Pollo alla De Sio, quest’anno con il Cuore alla Venier.
Che piatti sono? Primi o secondi?
Il Cuore alla Venier è un secondo piatto a base di carne di maiale lavorata tipo salsiccia siciliana con limoni e spezie varie… Quello di Serena Grandi è un Primo invece, un timballo che rimanda un pochino a quello del Gattopardo…
Concludendo?
Sono anche fra i pittori più apprezzati ed ho esposto con Vittorio Sgarbi! A Dicembre ho ricevuto un Premio dall’Accademia di Belle Arti di Milano, poi il Premio Margherita Hack. Mi piace sottolineare che dipingo su papiro volti di personaggi noti.


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