BOOM. Dalla occupazione alla liberazione.

BOOM. Dalla occupazione alla liberazione.

Si è svolto Lunedì 13 Maggio, presso la Sala Ribaud del Comune di Formia, un evento che ha visto coinvolti gli studenti della IE e della 3D e dell'alunno Francesco Foschi della della 2D, che in occasione della mostra BOOM, hanno dato il loro sentito contributo con la realizzazione di un cortometraggio in onore di Raffaele Di Iorio, eroe del territorio di Formia, e performance di drammatizzazione a tema.

La scuola si sa, rappresenta, oltre all'elemento istruttivo ed al bagaglio culturale, un luogo in cui si cresce, anche dal punto di vista umano, da quello dei rapporti con gli altri ed il mondo, l'interiorità e le scelte di vita. Si analizzano le proprie mete, i traguardi per il futuro e ci si costruisce una opinione tutta personale degli accadimenti e della storia in genere.

Credo che proprio in virtù di tutto questo, con il supporto delle insegnanti Rosa Angela Meli, Stefano Lombardi e Maurizia Di Salvo, che si è potuto dar vita ad un evento il 13 Maggio scorso, dedicato alla liberazione dell'Italia dai nazisti associato ad una mostra nelle sale del Comune di Formia.

L’iniziativa si è tenuta all’interno delle celebrazioni dell’80° Anniversario della Liberazione di Formia, presso la Sala consiliare “E. Ribaud” del Palazzo Comunale, alla presenza del Sindaco Gianluca Taddeo, degli Assessori Luigia Bonelli (Cultura e Pubblica Istruzione) e Giovanni Valerio (Turismo) e della dirigente scolastica dell’I.C. ‘Dante Alighieri’ di Formia, Professoressa Adriana Roma. Dopo gli interventi istituzionali, gli studenti delle classi I E, II e III D dell’IC ‘Dante Alighieri’ Formia – Ventotene si sono calati nei panni dei protagonisti. Durante l’evento, infatti, è stato trasmesso il cortometraggio dal titolo “Storie di speranze e di miracoli”, curato dai docenti Rosa Angela Meli e Stefano Lombardi e sotto la regia di Maurizia Di Salvo, in cui si è raccontata la storia di Don Raffaele Di Iorio, parroco di Trivio, che non ha esitato a farsi scudo di fronte a trenta cittadini inermi, tra cui una donna in attesa e un bimbo di sette anni. Seppur paralizzati dal terrore, riacquistano la loro libertà, come il nostro eroe silenzioso, perché i miracoli avvengono.

"Io c'ero", è liberamente ispirato al libro di Giovanni Bove.

Il cortometraggio, girato interamente in bianco e nero, a dare più intensità alla vicenda, ha catturato l'anima delle due storie raccontate, emozionandoci attraverso le vicissitudini di guerra e disperazione. Coraggio, tenacia, resilienza, questi gli elementi lampanti che scaturiscono dal lavoro dei ragazzi, che si sono impegnati davvero tanto per questo progetto ed a tratti, erano visibilmente emozionati.

Ogni ricordo di quegli anni è sempre un richiamo per affondare la mente nella Storia. I ragazzi ci guidano ad affondarci il cuore. 

E se i testimoni non possono più raccontare, perché non ci sono più, ci pensano i figli dei figli a risvegliare le memorie attraverso letture, pensieri inattesi e sorprendenti, legati alla guerra. Un modo per ricordare che la libertà non è mai scontata e che per tenere allenata la memoria occorre coltivarla ogni giorno. 

E' ancora una volta, uno straziante memoriale di un periodo della nostra storia che non solo non va dimenticato, ma raccontato mille e mille volte onde impedire che la memoria si sfaldi nell’oblio e si smarrisca nel nulla storico.

La luminosità del gesto di Don Raffaele non può e non deve essere così abbagliante da rendere invisibile la realtà di una storia complessa, spesso dolorosa, in cui a pochi eroi si affiancarono i molti che “eseguirono gli ordini”.

«Sventurata è la terra che ha bisogno di eroi», ricorda il Galileo di Brecht. Dopo la fine del conflitto un’Italia prostrata, confusa, spezzata da mesi di guerra civile, ebbe fame di molte cose. Anche di eroi.

Un cortometraggio molto intenso, che ci racconta una storia dai proclami originali, riuscendo a descrivere tutta la drammaticità di quei momenti.

A fine proiezione, Gabriele Sonnino, di cui LF si è occupata varie volte con servizi ed interviste, ha raccontato la sua esperienza da scampato al rastrellamento nel Ghetto ebraico del '42.

Poi, tutti nelle sale attigue a vedere la mostra BOOM. Dalla occupazione alla liberazione.

Il 18 Maggio, esattamente 80 anni fa, la città di Formia si liberò dal nazismo, dal fascismo e dalla guerra. Questo evento segnò la fine di un pariodo di terrore per la popolazione civile, che patì orrori indimenticabili durante l'occupazione nazifascista. L'biettivo della mostra è quello di mantenere vivo il ricordo di quell'orrore inenarrabile vissuto dalla città di Formia durante la guerra, ma anche di celebrare il giorno della liberazione.

Attraverso immagini, installazioni suggestive, la mostra si propone di educare, commemorare e ispirare il pubblico, affinchè la memoria di questi eventi cruciali non venga mai dimenticata.

Galleria della corte comunale: La mostra inizia con un'esposizione di grandi immagini che mostrano Formia prima del conflitto. Questa sezione offre uno sguardo nostalgico e intimo sulla vita quotidiana della città prima che fosse devastata dalla guerra.

Corte Comunale: All'interno della corte, viene allestita un'installazione di pannelli espositivi con gigantografie che documentano gli effetti dei bombardamenti su Formia. Questa sezione offre uno sconvolgente confronto tra il passato ed il presente, evidenziando le devastazioni della guerra.

Corridoio del Palazzo Comunale: Il percorso prosegue al primo piano con del Palazzo Comunale, dove immagini dell'arrivo degli alleati sono esposte. Questa sezione celebra la liberazione della città e l'inizio di una nuova era di speranza e rinascita.

Piazzetta del Municipio: La mostra si conclude con una grande installazione celebrativa di Formia Liberata. Quest'ultima sezione invita i visitatori a riflettere sul significato della liberazione e a onorare il coraggio e la resilienza della popolazione di Formia durante quei tempi difficili.

Gli studenti hanno voluto, inoltre, dare un contributo tangibile, verso gli insegnanti, con un loro bel pensiero:
"Noi studenti della 3 D siamo stati entusiasti di partecipare a questo progetto in quanto per noi è, ormai, l'ultimo anno della nostra avventura in questa scuola che porteremo, per sempre, nel cuore.
Il nostro grazie va ai Professori Meli e Lombardi e a Maurizia Di Salvo per averci diretto e sostenuto.
Ci siamo buttati a capofitto seppur non conoscevamo nulla di cosa e come dovevamo realizzare. Ci siamo fidati e affidati a questi straordinari professionisti che, in poche ore, hanno messo in piedi un emozionante cortometraggio.
Abbiamo seguito le loro istruzioni e ci abbiamo messo tutto il 
nostro cuore.
Un grazie ai ragazzi di I E con cui abbiamo instaurato sin da subito una eccellente sinergia.
Il lavoro di squadra premia sempre, noi adesso spicchiamo il volo, voi godetevi questi anni nel modo più intenso possibile.
Grazie per esservi fidati di noi, voi siete stati straordinariamente preziosi, vi porteremo nel cuore. 
Con stima e affetto, gli alunni della 3 D."

 

Foto: Marlene Loredana Filoni


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