Giornata Mondiale delle Api.

Giornata Mondiale delle Api.

Il 20 Maggio si celebra la Giornata mondiale delle api. Insetti preziosi, fondamentali per la nostra sopravvivenza sulla Terra ma gravemente minacciati dai pesticidi, dai cambiamenti climatici, dall'inquinamento e dalla perdita di habitat.  

Un battito d’ali e poi ancora un altro, almeno fino a 200 volte al secondo, tutto accompagnato da un ritmato ronzio: è in questi piccoli movimenti che si cela la sopravvivenza del pianeta. Lo ricordiamo durante la Giornata mondiale delle api, istituita dalle Nazioni Unite e celebrata ogni 20 Maggio, giorno in cui fu battezzato lo sloveno Anton Janša, pioniere dell’apicoltura moderna e professore di questa disciplina presso la settecentesca corte di Maria Teresa d’Asburgo.

Centoquindici nazioni si uniscono per ricordare quanto l'estinzione delle api, soprattutto quelle solitarie, diverse dalle mellifere che vivono in colonie e producono miele, ridurrebbe drasticamente la biodiversità della Terra: dalla loro impollinazione dipende infatti il 90 per cento delle specie vegetali selvatiche e quasi il 75 di quelle coltivate.

Le api sono tasselli indispensabili del complesso mosaico terrestre, guardiane della salute degli ecosistemi con i quali vivono in simbiosi. Come ha dimostrato una ricerca condotta dall’Università di Bologna, la loro presenza ha un impatto del tutto positivo sull’ambiente grazie alla capacità di rinnovare rapidamente la vegetazione in zone degradate come quelle prossime alla desertificazione o devastate dagli incendi. 

Da anni però si registra un declino delle popolazioni di api a livello mondiale a causa del cambiamento climatico, dei pesticidi utilizzati in agricoltura e delle attività antropiche che caratterizzano tanto i contesti urbani quanto quelli naturali. L’attenzione si sposta così dalla ricerca della Wilderness, intesa come la natura selvaggia, a un invito al Rewilding, il ripristino delle aree selvatiche, questione oggi sentita e dibattuta soprattutto in riferimento alle politiche di protezione ambientale con l’obiettivo di tutelare gli insetti responsabili dell’impollinazione.

“In Europa, non c’è più spazio per la biodiversità. Il 70 per cento dei terreni è destinato al bestiame per la produzione di mangimi o per il pascolo. Negli ultimi trent’anni poi, si è registrato anche un declino nel numero di uccelli, specialmente quelli degli habitat rurali”, racconta il fotografo e attivista francese Yann Arthus-Bertrand.

La sua soluzione è il rewilding ed è da questa urgenza che nel 2020 dà vita alla Vallée de la Millière con il sostegno del gruppo LVMH, partner del progetto, nel cuore dell’Yvelines, polmone verde dell’Île-de-France che include anche la foresta di Rambouillet. “Da più di vent’anni, fotografo la natura e gli animali. È venuto quindi spontaneo creare una riserva naturale con queste caratteristiche, un laboratorio di biodiversità a cielo aperto”, aggiunge con convinzione.

L’omonima organizzazione no-profit si impegna in un’attenta attività di rinselvatichimento escludendo ogni forma di intervento umano. Su 28 ettari di terreno sono stati riportati gli ecosistemi originari, permettendo il ritorno spontaneo di una ricca fauna. In pochi anni, il traguardo raggiunto in termini naturalistici è incredibile: ben 600 specie animali e vegetali popolano il territorio della riserva, più del doppio rispetto all’avvio del progetto.

“Voglio spingere le persone ad agire. La Vallée de la Millière e i suoi risultati raccontano che ognuno di noi può farlo attraverso il rinselvatichimento per restituire alla natura ciò che è suo”.

Anche noi possiamo fare la nostra parte per salvaguardare questi preziosi insetti. Ecco una serie di consigli, forniti dalle Nazioni Unite:

  • piantare una serie diversificata di piante autoctone, che fioriscono in diversi periodi dell’anno;
  • acquistare miele grezzo da coltivatori locali;
  • acquisto di prodotti da pratiche agricole sostenibili;
  • evitare pesticidi, fungicidi o erbicidi nei nostri giardini;
  • proteggere le colonie di api selvatiche quando possibile;
  • adottare un alveare;
  • fare una fontana per le api lasciando una ciotola d'acqua all'esterno;
  • aiutare a sostenere gli ecosistemi forestali;
  • aumentare la consapevolezza intorno a noi condividendo queste informazioni all’interno delle nostre comunità e reti.

I Governi, dal canto loro, devono assumersi la parte rafforzando la partecipazione delle comunità locali al processo decisionale, in particolare quello delle popolazioni autoctone, che conoscono e rispettano gli ecosistemi e la biodiversità, e ancora aumentando la collaborazione tra organizzazioni e reti accademiche e di ricerca nazionali e internazionali per monitorare e valutare i servizi di impollinazione.

Un patrimonio che va tutelato e da cui dipende la vita di ciascuno di noi.


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