Le due giovani stelle del Bolshoi per la prima volta in Italia in due indimenticabili performance.
Elizaveta Kokoreva e Dmitry Smilevsky sono due giovani stelle del teatro Bolshoi di Mosca giunte per la prima volta in Italia qualiospiti del Gala internazionale di danza Les Étoiles curato da Daniele Cipriani.
Vederli danzare insieme è uno spettacolo di rara grazia e bellezza. Hanno incantato il pubblico romano con due brani che ne hanno evidenziato la tecnica perfetta e l’affiatamento tra loro, evanescenza e potenza per la gioia dello spettatore.
Entrambi diplomati alla Moscow State Academy of Choreography, Elizaveta e Dmitry nel 2019 sono entrati a far parte della compagnia di ballo del Teatro Bolshoi, promossi a principal dancers nel 2023.
Elizaveta con i suoi 22 anni è la più giovane étoile nella storia del Bolshoi, e non vi è alcun dubbio che i due danzatori siano entrambi prediletti da Tersicore, possedendone i magici doni.
Il primo pezzo magistralmente interpretato dalle due stelle è un pas de deux tratto dal II atto de “La Sylphide”, un caposaldo del balletto romantico coreografato dal danese August Bournonville sulle musiche di Herman SeverinLovenskiold.
Nel 1834 Bournonville assistette all’Opera di Parigi alla messa in scena del balletto “La Sylphide”, realizzato da Filippo Taglioni per la figlia Maria nel ruolo principale.
L’idea fu suggerita a Taglioni dal tenore Adolphe Nourrit il quale fu colpito dalla leggerezza sulle punte di Maria e gli propose di comporre un nuovo balletto basato su un romanzo di Charles Nodier, “Trilby ou Le Lutin d'Argail”.
Bournonville fu molto colpito da questa interpretazione ed elaborò dunque una sua versione del balletto, che presentò per la prima volta nel 1836 al Teatro Reale di Copenaghen con il titolo“Sylfiden”. La silfide è una figura femminile della mitologia germanica, genio del vento e dei boschi.
Il soggetto è tipicamente romantico, basato sull’amore dalla tragica fine.
Tutto ruota intorno alla vicenda di un giovane scozzese, James, promesso sposo di Effie ma innamorato di una silfide che gli appare in sogno, anch’ella innamorata di lui.
James abbandona la fidanzata prima della cerimonia nuziale per inseguire nella foresta la silfide che ha rubato l’anello nuziale destinato alla promessa sposa. Nella foresta James incontra la strega Madge che gli dona una sciarpa magica in grado di catturare la silfide, ma in realtà la sciarpa si rivela avvelenata e quando James la pone sulle spalle della silfide, questa perde le ali e la vita.
Una curiosità: “La Sylphide” è il primo balletto in cui compare il costume tipico della ballerina,il tutù, creato per la Taglioni da Eugène Lami, costume che è rimasto quasi identico fino ai nostri giorni. Da La Sylphide in poi in quasitutti balletti di repertorio vi sarà il cosiddetto "atto bianco", nel quale la protagonista e il corpo di ballo danzano con il tutù.
Il secondo pezzo ballato da Elizaveta Kokoreva e Dmitry Smilevsky è un pas de deux dall’atto II di “Marco Spada” o “La figlia del bandito”, un balletto coreografato da Pierre Lacotte.
Prodotto per la prima volta nel 1857 a Parigi, “Marco Spada” uscì presto dal repertorio. Fu ripreso nel 1981 dal quarantanovenne Pierre Lacotte che ebbe la fortuna di convincere Nureyev (allora 43 anni) a ballare il ruolo di Marco. Il pezzo fu poi apparentemente quasi dimenticato (tranne che daLacotte) per altri 3 decenni. La ragione del disinteresse era la trama esigua del balletto che comunque avrebbe necessitato di ballerini di elevato livello, ed in più un enorme investimento in scenotecnica e di un nutrito corpo di ballo.
Ma Pierre Lacotte continuò tuttavia a cercare il modo per rimettere in scena “Marco Spada”.
All'età di 80 anni il teatro Bolshoi gliene diede la possibilità. Appena terminata la ristrutturazione dell'edificio, la direzione del Bolshoi aveva infatti necessità di mettere in scena uno spettacolo unico, e si affidò a Pierre Lacotte, che rispose restando in vita e dirigendo nel 2014 qualcosa di indimenticabile. “Marco Spada” è ancora oggi nel repertorio del Bolshoi, ed Elizaveta e Dmitry ce ne hanno regalato uno splendido brano.
Paola Sarto
Foto: Massimo Danza
La Sylphide
Marco Spada