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  • Il talento, la disciplina e la capacità di emozionare sono molto più importanti del fascino.

    Giovane, bello, affascinante e con tutte le carte in regola per diventare una piacevole certezza del panorama cinematografico italiano, e non solo. Reyson Grumelli, voce narrante del docu-film L'abito e l'Animache indaga il rapporto che vige tra ciò che indossiamo e, per l'appunto l'anima. Il progetto, disponibile anche su alcune piattaforme in streaming tra cui Prime Video, è stato scritto da Monica Bartolucci ed è stato diretto da Walter Garibaldi.

    Una volta completato il docufilm, quale è stata la tua reazione?

    Un mix di emozioni: soddisfazione, sollievo e anche un po’ di incredulità. Vedere un progetto prendere forma è sempre qualcosa di potente.

     

    Vederlo al Cinema che effetto ti ha fatto?

    È stato emozionante. Il grande schermo amplifica tutto: le immagini, i silenzi, le emozioni. È un’esperienza quasi magica.

     

    Il Cinema possiede ancora il suo fascino?

    Assolutamente sì. Nonostante le piattaforme digitali, il cinema resta un luogo unico di condivisione.

     

    Che cosa significa essere affascinanti?

    Essere affascinanti non significa essere perfetti, ma avere qualcosa che resta. Una presenza, uno sguardo, una verità.

     

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    È fondamentale per lavorare nello Spettacolo?

    Aiuta, ma non basta. Il talento, la disciplina e la capacità di emozionare sono molto più importanti.