Stefania Convalle, autrice, scrittrice, Volevo solo avere più tempo, libro, clessidre, amore, sentimento, amarsi

  • L'amore e il rispetto? Senza l’uno, non può esistere l’altro.

     

    Si intitola Volevo solo avere più tempo (Edizioni Convalle), il nuovo piccolo capolavoro di Stefania Convalle. Autrice sopraffina, dall'animo sensibile, ci ha fatto innamorare fin dalle prime pagine di Antonio e di Clara.

     

    Stefania, ben trovata con il tuo nuovo romanzo. Commovente, profondo e sorprendente. Come è stata la sua genesi?

    In questo caso, il primo capitolo nasce da un episodio vissuto in prima persona relativo alle clessidre che hanno sempre suscitato in me un grande fascino, e quell’episodio, l’ho regalato ad Antonio, il protagonista del romanzo. Da lì è partita la storia che è nata e cresciuta man mano che il romanzo prendeva corpo, com’è mia abitudine.

     

    Si dice che nei personaggi si tenda talvolta a mettere qualcosa di noi quando scriviamo. Che cosa c'è di te in Antonio e in Clara?

    In Antonio c’è la consapevolezza del tempo che passa e le riflessioni sulla vita. In Clara c’è il mio piglio caratteriale: un guscio a tratti ruvido che custodisce quella sensibilità e dolcezza che credo di avere.

     

    Antonio si fa amare da subito, Clara invece si fa scoprire pian piano, capitolo dopo capitolo. Ha dunque lei una personalità più complessa?

    Clara, essendo un personaggio femminile, è più poliedrica. Antonio, in taluni sensi, è più “semplice”, ma ciò non significa che non abbia spessore, anzi, ne ha parecchio.

     

    Loro due non sono una coppia eppure si percepisce nella lettura una certa dolcezza di fondo. Possiamo dire che quest'ultima sia una forma di attenzione del genere voglio prendermi cura di te?

    Il loro rapporto si basa sul prendersi cura; nello sviluppo della storia cambiano le motivazioni nel farlo, ma di base c’è un grande legame affettivo e tanta complicità.

     

    Che cosa significa per te prendersi cura di se stessi e degli altri?

    Significa sapere guardare sé stessi e l’altro in modo consapevole, empatico e amorevole.

     

    È vero, a tuo avviso, che prima di amare un'altra persona bisogna in prima amare noi stessi?

    In linea teorica, sì. In pratica è un po’ più complesso, soprattutto dal punto di vista di amare sé stessi, cosa che richiede tanta consapevolezza.

     

    Tu quando hai iniziato ad amarti?

    Credo sia qualcosa – amarsi – che richieda un impegno quotidiano che non finisce mai.

     

    E prima ancora di amarsi, quanto conta sapersi rispettare?

    Penso che siano due elementi che camminano fianco a fianco: amore e rispetto. Senza l’uno, non può esistere l’altro.