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  • LF ha incontrato il leader dei Formula 3, sulla cresta dell'onda da decenni, per raccontarci il suo percorso artistico, il legame con Lucio Battisti, l'amicizia di Pino Daniele ed il concerto che si svolgerà Sabato 24 Gennaio prossimo all'EcoTeatro di Milano.

    Una napoletanità verace, nonostante anni vissuti altrove, la verve, la simpatia, senza tralasciare la competenza musicale, hanno fatto di Tony Cicco un brillante interprete dello scenario italiano da decenni. Popolarità mai sopita!

    Batterista, cantante, compositore, autore e polistrumentista dotato di una voce inconfondibile, tecnica raffinata e spiccato senso del ritmo, hanno reso Tony unico nel panorama musicale nostrano.

    Fondatore e leader della band Formula 3 con Alberto Radius alla chitarra e Gabriele Lorenzi alle tastiere, ha avuto il privilegio di conoscere il grande Lucio Battisti durante l'edizione del 1969 del Festival di Sanremo. Da lì, un avvio musicale glorioso ed intenso. I Formula 3 sono stati l'unico gruppo italiano ad aver accompagnato Battisti nei concerti.

    Sul finire degli anni ’70 un altro felice incontro, quello con Pino Daniele con cui collabora come percussionista e batterista per l’album “Pino Daniele”, oltre ad instaurare con lui una bella amicizia.

    L'energia che da sempre si scatena sul palco grazie a Tony Cicco è palpabile, il momento che ama di più, perchè gli consente di condividere la sua musica. Il 24 Gennaio prossimo, infatti, tornerà ad esibirsi dal vivo con i Formula 3 nello spettacolo Ritorno al Futuro, Formula3- Siamo tutti figli di Battisti,presso l'EcoTeatro di Milano. Sarà un'occasione per rivivere, cantare e gioire delle canzoni di quello che è stato uno dei maggiori interpreti del pentagramma.

     

    Tony, iniziamo a parlare dello spettacolo “Siamo tutti figli di Battisti” che si svolgerà all’EcoTeatro di Milano il 24 Gennaio prossimo.

    Innanzitutto sarà un ritorno molto emozionante nella mia Milano, perché è stata la mia seconda città, sono nato lì artisticamente con La Formula 3 e con Lucio Battisti, ci ho anche abitato per quattro anni… Ricordi bellissimi! Ci torno molto volentieri, sperando che ci saranno tutti gli amici ad omaggiare il mio grande maestro Lucio Battisti.

     

    Sarà una sorta di viaggio attraverso le musiche dell’indimenticabile Battisti…

    Sì, assolutamente. Milano poi è stato il punto di incontro con Lucio... da qui è partita l’avventura della Formula 3 che ha costellato tutta la mia carriera anche da solista.

     

    Il tuo talento straordinario e l’energia che sai emanare hanno fatto della Formula 3 una band dapprima innovativa e poi sempre sulla cresta dell’onda… Qual è il vostro segreto?

    Sai, capitano quelle situazioni in cui ti trovi nel posto giusto al momento giusto. Si crea un’alchimia perfetta e l'incontro fortunato. Quindi accadono cose positive, non a caso, io credo molto nel destino… mi ricordo che incontrai Lucio Battisti nel Sanremo del '69, quando lui cantò in coppia con Wilson Pickett “Un’avventura”, e che io, invece, ero lì, con Checco Marsella de I Giganti, - che si erano appena sciolti - in veste di batterista in una nuova band. Conobbi Battisti durante le prove e dopo poco tempo ci incontrammo di nuovo a Milano con la Formula 3. Quindi vedi, nel mio caso, il destino mi ha riservato grandi incontri… oggi lo racconto con immenso entusiasmo, perchè è stato un avvenimento che mi ha cambiato la vita. Per me, ancora oggi, Lucio è un fratello maggiore.

     

    Che ricordo ti ha lasciato il fatto di aver avuto il piacere di suonare come unica band al fianco di Lucio Battisti?

    Beh, a distanza di tempo ci siamo resi conto che gli unici concerti dal vivo, Lucio, li ha fatti con la Formula 3. All’epoca neppure ci rendevamo conto, perché un artista del suo calibro che ha suonato solo con noi, è una cosa pazzesca! In quel concerto è successo di tutto: magia, brani fantastici, risate, ricordi indelebili, ma soprattutto tanto divertimento ed episodi che sarebbe lunghissimo menzionare qui per intero.

     

    A tal proposito… hai un aneddoto breve da raccontarci?

    Sì, uno che racconto sempre, legato alla famosa Bussola di Viareggio di Bernardini, mitico locale dove si sono esibiti i più grandi del mondo, Frank Sinatra, Tom Jones… e anche noi, assieme a Lucio, abbiamo avuto l’occasione di fare lì un concerto … Fu un successo talmente incredibile che la gente si riversò sulla spiaggia, quasi duemila persone... perché il locale ne poteva contenere circa 400, per cui, il giorno dopo, sotto insistenza di Sergio Bernardini, ripetemmo la serata. Non ne parlo con nostalgia ma proprio con gioia.

     

    La musica indimenticabile ed insuperabile, a mio avviso, di quei tempi, com’è cambiata nel corso dei decenni?

    E’ cambiata (ride n.d.r.) eccome! Ogni musica ha il suo tempo! Credo che gli anni ’70 siano stati rivoluzionari in tutto il mondo, sono nate delle canzoni e dei momenti storici musicali rimasti davvero indelebili… Poi, certo, la musica cambia, però i grandi successi, i grandi artisti, sono immortali. Certo, l’ardua sentenza per i giovani artisti di oggi credo ci sia, o forse no, ma penso che la musica vada vissuta nel tempo in cui si vive e vada accettata, il resto poi è un fatto di gusti, ognuno ha i propri. Inoltre c’è stata una vera e propria evoluzione dagli anni '70, ad esempio, i giovani impazzivano per un certo tipo di musica e venivano ai concerti che allora si chiamavano serate, per il gusto di esserci o di incontrare l’artista o il gruppo, oggi ci sono mega concerti ma con i giovani che hanno tutti i telefonini accesi per fare i video, bistrattando forse un pochino la musica. Prima un concerto si viveva, oggi si presenzia… Io ricordo ancora che insieme ad Alberto Radius andammo al cinema a vedere Woodstock, evento epocale con migliaia di giovani assiepati per il gusto di sentire la musica di quel periodo.

     

    Mi piace ricordare anche che tu e Pino Daniele eravate nella stessa casa discografica e vi conosceste durante una pausa a mensa. E poi… ?

    Sì, si parlava di grandi incontri prima… Iniziai con Battisti e nel 1979 ebbi il piacere di incontrare anche Pino Daniele che era nella mia stessa casa discografica, la EMI, quella dei Beatles, per intenderci, e durante una pausa dalla registrazione del suo secondo album, ci presentarono... nacque subito una grandissima simpatia, complimenti a non finire… io non avevo ancora capito bene chi fosse, perché ci presentò un amico comune, Marcello Todaro, ex chitarrista del Banco del Mutuo Soccorso... ricordo che Pino mi fece tantissimi complimenti in dialetto napoletano, - c’era la nostra comunanza partenopea - e lui disse che aveva iniziato con la nostra musica e quella di Battisti! Mi invitò nello studio di registrazione a Roma, facendomi partecipare musicalmente ad un paio di brani. Per me fu un onore, perché poi ascoltai tutto il materiale e notai subito il grande talento di Pino. Nacque veramente una grande amicizia, abbiamo avuto varie collaborazioni, mi invitò persino ad un Festival a Varadero a Cuba nell’80… Dico sempre che ho avuto una grande fortuna, perché sia Lucio Battisti che Pino Daniele sono gli unici gioielli, senza nulla togliere agli altri, che veramente hanno segnato un momento di musica immortale dato che ancora oggi li amano, e li ameranno anche in futuro.

     

    So che anche i tuoi figli, Eleonora e Manuel, hanno la tua stessa verve artistica come anche quella materna.

    Sono nato in una famiglia con padre musicista, clarinettista e batterista, mio fratello, Ciro Cicco, il mio idolo, dato che aveva 10 anni più di me, era il batterista prodigio di Peter Van Wood, per cui ho respirato sin da piccolo, aria di musica. Questa passione è rimasta immutata nel tempo, i miei figli probabilmente lo hanno ereditato nel DNA, così i nipoti, ne ho di talentuosissimi! Ciro di Bitonto che suona le tastiere con me e la Formula 3 ha un talento incredibile. Mia figlia Eleonora, fin da piccola, veniva ai miei concerti e si metteva sotto al palco a ballare come una pazza, mentre Manuel, a distanza di sei anni, ha intrapreso anche lui la via musicale. Nel tempo mi sono accorto che si chiudevano nella loro stanza con chitarra e computer e si scrivevano, arrangiavano e cantavano le canzoni da soli… per me è stata una bella scoperta!

     

    Cosa ne pensi dei Talent Show musicali?

    I Talent sono l’unica occasione per potersi mettere in mostra ormai. I ragazzi oggi non hanno la fortuna che abbiamo avuto noi che facevamo la gavetta nelle cantine, con strumenti talvolta scadenti. Oggi i ragazzi hanno veramente tutto a disposizione, una tecnologia incredibile, però poi, credo che pochi riescano ad avere un approccio con la musica, perché in tutti i mestieri c’è bisogno di passione, talento, ovviamente, e dedizione, soprattutto studio ed allenamento. Tornando a Battisti... lui si svegliava al mattino, un caffè e tutto il giorno con la chitarra in mano, così anche Pino, lui nacque come autodidatta ma era uno che aveva capito quanto contasse lo studio, la dedizione e anche l’umiltà nell’approccio agli incontri che sono fondamentali per i musicisti… Fare musica da soli, come diceva la canzone di un mio collega, Patrick Samson, Soli si muore, l’ho paragonata al musicista che si chiude in casa con tutte le applicazioni tecnologiche ma difficilmente trova poi un riscontro.

     

    Concludendo?

    Questo ultimo spettacolo “Siamo tutti figli di Battisti”, è anche un libro che è stato pubblicato tre anni fa, contenente questa frase che avevo in mente da sempre, perché devo dire che, a livello musicale, siamo tutti figli di Battisti. E' stato il primo che ha rivoluzionato il modo di cantare, di suonare, è stato sempre il punto di riferimento e lo è tuttora, perché nei Talent, nelle cover, gli artisti più o meno conosciuti, hanno nel loro repertorio almeno un brano di Battisti. Questo spettacolo è fantastico anche perché noi più di tutti abbiamo cantato le canzoni di Battisti, abbiamo suonato nei suoi dischi… è una vita che lo facciamo. Questo spettacolo racchiude i suoi maggiori successi e ci piace raccontarne il genio, il fenomeno, in prima persona e dal vivo! Inimitabile, bisogna solo avere la forza di interpretarlo! Quindi, venite a teatro, un luogo sacro, in cui alla fine si trasformerà tutto in un grande concerto di gioia ed entusiasmo. La gente partecipa cantando, dalla prima all’ultima canzone.

    Poi vorrei ricordare il mio nuovo singolo “Esterrefatto-(No war)”, brano di grande attualità, nasce sulle orme di quello che sta accadendo nel mondo, le guerre. Uno dei pochi brani che non ho scritto io, bensì un grandissimo amico e produttore teatrale, Marco De Antoniis. Mi sono innamorato di questo brano che mi fece ascoltare dal telefonino mentre eravamo in pizzeria con amici... andammo subito in studio a registrare. E' abbinato anche ad un video incredibile girato sul lago di Bracciano. Sai perché sottolineo la località? Perché anche in questo caso, c'è una connessione con Lucio Battisti: il lago di Bracciano era il suo posto preferito, vi praticava il suo amato windsurf. Come vedi, c’è sempre una connessione con il mio maestro!

    Video Esterrefatto https://www.youtube.com/watch?v=5HVGgh4Gtgk&pp=0gcJCfcAYGclG_1k